La nostra filosofia è di lasciare piena autonomia all’escursionista di decidere e programmare sulla carta escursionistica il percorso da effettuare; non vogliamo togliervi la possibilità di costruire con l’immaginazione la vostra piccola avventura proponendovi dei pacchetti  simili al viaggio turistico;  in questa pagina proporremo solo alcune ipotesi di percorso per coloro che non avendo le basi per leggere e comprendere i simbolismi presenti su una carta escursionistica hanno, per le prime volte,  bisogno di essere guidati.

 

 

Di seguito pubblichiamo 12 proposte di percorso, ma nulla vieta di costruirsi il proprio itinerario.

 

L'ultimo percorso che troverete pubblicato è relativo ad un Trekking di 2 giorni con partenza e arrivo da Vergato, passando lungo la Linea Gotica nel territorio di Castel d'Aiano.

 

 

Nei dintorni di …… Castel d’Aiano

 

1. Percorso della Linea Gotica

Castel d’Aiano –  Madonnina - Monte della Spe - Serra Sarzana - Torre Jussi – Quota 913 – Riodomello – Ombrina – Famaticcia – Castel d’Aiano

 

Difficoltà: E

Lungheza: 7,50 Km.

Durata: 2 ora e 50 minuti  (senza le soste)

Ambiente: 80% bosco – 20 % coltivi

Fondo: 70% sterrato – 30% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico

Segnavia CAI: 201 – 192 – 192/A – 190 – 160 – 188/A – 188 – 186 - 201

 

Monumento al soldato John D. MagrathPartendo dalla piazza di Castel d’Aiano sul segnavia 201 e 192 si arriva alla località Madonnina da dove si raggiunge la vetta del Monte della Spe,   ove sono ancora visibili trincee e camminamenti del secondo conflitto mondiale, con alcune stele a ricordo di caduti alleati: è la Linea Gotica!

Proseguendo sul segnavia 192/A e 190 si raggiunge la località Serra Sarzana da dove si percorre il sentiero 160 passando da Torre Jussi, fino a Riodomello dove si trova un cippo in ricordo di un soldato americano insignito della medaglia d’onore. Da qui seguendo il segnavia 188/A si raggiunge la vetta di “quota 913”, poi seguendo il sentiero 188 in direzione Cà del Gatto e Obrina, attraversata la strada provinciale, dopo circa 300 mt. si segue il sentiero 186 in direzione Castel d’Aiano.

Nel capoluogo, previa prenotazione presso il Municipio telefonando allo 051-6735718, oppure contattando il comune via mail dal sito www.comune.casteldaiano.bo.it ,   è possibile prenotare la visione del plastico multimediale degli eventi bellici della seconda guerra mondiale lungo la Linea Gotica. Tale visione impegna per circa 1 ora.

 

 

2. Percorso delle Favole

Castel d’Aiano – Monte Nuvoleti – Centro sportivo -Castel d’Aiano

 

 Difficoltà: E

Lungheza: 3,5 Km.

Durata: 1 ora e 20 minuti  (senza le soste)

Ambiente: 80% bosco di castagno

Fondo: 60% sterrato – 40% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Leggendario

Segnavia CAI: 194 – 194/A – 194/B – 456

 

Casa delle fate

Alla Croce di Castel d’Aiano, imboccando la strada per Villa d’Aiano, a circa 300 metri, a sinistra, si trova l’indicazione del sentiero 194, percorrendo il quale si arriva ad un pianoro, dove si trova la segnaletica verticale del sentiero 194/A.
Questo sentiero è da percorrere fino all’indicazione 194/B, che conduce nel letto di un torrente.
Da qui inizia il “Percorso delle Favole”.
Il letto del torrente presenta in primavera, una rigogliosa presenza di felci e di orchidee selvatiche.

Oltre il torrente si entra in una gola con enormi fratture nella roccia e con interessanti fenomeni di erosione, oggi rifugio di piccoli mammiferi ed uccelli, tra cui il falco.

Vecchio castagnoUn tratto di sentiero protetto da corda su pali conduce poi alla “Tana dell’Uomo Selvatico”, una cavità naturale, già esplorata dal Gruppo Speleologico Bolognese. La grotta è di origine tettonica e presenta evidenti tracce di un torrente sotterraneo, oggi scomparso; è stata esplorata per una profondità di 54 metri, fino ad un pozzo verticale profondo oltre dieci metri, ancora da esplorare.  Qui vi trova rifugio una particolare specie di pipistrello, ed è dimora degli insetti tipici dell’ambiente, come i grilli ciechi e completamente bianchi.
La grotta non è esplorabile senza l’accompagnamento di guide speleologiche, ma è comunque possibile entrare nella prima stanza, per una profondità di 8 -10 metri.
Poi, seguendo le indicazioni, si sale al “Picco del Falco”, dove si ammira uno splendido panorama sulle valli di Villa e del fiume Panaro.
Scesi dal Picco, il sentiero 456 permette di uscire dai boschi e di raggiungere la scuola e il centro sportivo, e di rientrare quindi in paese.

Interessanti sono le leggende, soprattutto per i bambini, che circondano questi luoghi, scaricabili sul sito www.casteldaianotrekking.it, anche come utile preparazione all’escursione.

 

 Nei dintorni della Famaticcia……….

 

3. Anello del Monte Spe

Famaticcia – Serra Sarzana – Monte Spe – Madonnina – Castel d’Aiano

 

Difficoltà: T

Lunghezza: 4 Km.

Durata: 1 ora e 20 minuti (senza le soste)

Ambiente:95 % bosco

Fondo: 83 % sterrato – 17 % asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Panoramico – Storico

Segnavia CAI: 186 -190 – 192/A – 192

 

Torre di FamaticciaPartendo dalla località Famaticcia, dove si trova una delle più antiche case-torre del territorio, seguendo il segnavia 186, si sale nel bosco fino a monte della Torre, da cui si ammira un panorama unico, che abbraccia tutta la catena dell’Appennino, dal Corno alle Scale fin oltre il monte Giovo.

Continuando il percorso si giunge ad un incrocio in località Serra Sarzana, da dove, seguendo il sentiero 190 prima e 192/A poi, si arriva alle pendici di monte della Spe. Le indicazioni portano sulla vetta del monte, dove sono ancora visibili trincee e camminamenti del secondo conflitto mondiale, con alcune stele a ricordo di caduti alleati.

Scesi dal monte della Spe, e giunti sulla strada asfaltata di via Madonnina, si può scegliere se tornare in località Famaticcia (segnavia 192 a destra), o se raggiungere la Croce (segnavia 192 a sinistra). 

 

 

Nei dintorni di Villa d’Aiano….

 

4. Orrido di Gea

Villa d’Aiano – Caseletta - Mulino del Paiarolo – Mulino Di Gea – Marsili – Villa d’Aiano

 

Difficoltà: T

Lunghezza: 8,00 Km.

Durata: 2 ore e 50 minuti (senza le soste)

Ambiente: 95% bosco

Fondo: 98% sterrato – 2% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Panoramico

Segnavia CAI: 400/3 – 456 – 456/A – 400/3

 

Mulino di GeaPasserella sul GeaDa Villa d’Aiano si percorre la strada per  Castel d’Aiano sul segnavia 400/3,  fino all’incrocio con via Caseletta, sulla quale, attraversato il Rio Plesso, si continuerà seguendo le indicazioni del segnavia 400/3 fino al Mulino del Paiarolo.

E’ un tratto di grande fascino, con boschi di castagno ancora curati e coltivati.  Dalla suddetta località si proseguirà sempre sul 400/3, su di una strada sterrata che all’inizio sembra un prato inglese (per bici e cavalli l’imbocco è avanti 100 m). Proseguendo, in mezzo ad una natura rigogliosa, caratterizzata da grandi massi coperti di felci e muschio, si arriva così al segnavia 456 che porta in breve al Mulino di Gea, dove sono ancora visibili i ruderi del fabbricato e alcune vecchie macine.

Qui è interessante soffermarsi ad esplorare la zona del letto del torrente, ricco di cascate e pozzi di acqua gelida e cristallina, con particolari formazioni di calcare.

Oltrepassato il torrente, su di una passerella recentemente ricostruita, si prosegue in forte salita sul sentiero 456, che ripercorre l’antica mulattiera utilizzata dai contadini della zona per trasportare castagne e frumento alla molitura.
Il sentiero 456 a valle di  Monte Alberto porta, attraverso un ambiente ed un panorama  unici, in località Marsili, da cui si scende velocemente di nuovo fino a Villa d’Aiano. 

 

 

 

 

5. Sulle sponde del Rio Canali

Villa d’Aiano –  Vignudini - Stramazza – Spagnoli – Villa d’Aiano

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 4 Km

Durata: 1 ora e 20 minuti (senza le soste)

Ambiente: 90% bosco – 10% coltivi

Cascatella

Fondo: 80% sterrato – 20% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Panoramico

Segnavia CAI: 400/3 - 168/B – 400/3

Partendo dalla Piazzetta di Villa d’Aiano, in direzione di Castel d’Aiano, si segue la sponda destra del Rio Canali, seguendo il segnavia 168/B si arriva alla cascata del Rio Canali, chiaro esempio di ingegneria naturale del calcare.
Da qui, fra strapiombi e natura selvaggia, si  giunge a Stramazza, dove occorre imboccare il sentiero 400/3 (detto anche Scarello), caratterizzato dalla “Maestà” che domina l’intera valle e che poi scende a Villa d’Aiano. 

 

6. Monte Balgaro

Villa d’Aiano – Chiesa Vecchia - Cà del Costa – Monzone –  Monte Balgaro - Rio Canali – Villa d’Aiano

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 6,5 Km

Durata: 2 ore e 20 minuti (senza le soste)

Ambiente: 90% bosco

Fondo: 95% sterrato – 5% asfalto

Caratteristica: Naturalistico _ Panoramico

Segnavia CAI: 168 – 168/C – 168/B – 400/3

 

Panorama da Monte Balgaro

 

Il segnavia 168 parte dalla piazzetta di Villa d’Aiano e sale verso il “Vecchio Campanile”, che sovrasta l’abitato.

Da dietro il cimitero il tragitto arriva prima a Ca’ del Costa  e al Monzone, per poi inerpicarsi verso la cima di monte Balgaro.
La salita è lunga ma gradevole, attraversa boschi di castagni secolari e luoghi incantati come Pian di Varola, per giungere ai ripetitori, da dove si ammira un panorama a 280° sulle alte vette dell’Appennino fino al monte Cusna.


La vetta di monte Balgaro è consacrata da un altare con una grande croce in legno.
Da qui il sentiero scende nuovamente verso valle e, oltrepassata casa Balgaro, incrocia il segnavia 168/C e poi il 168/B, seguendo il quale si ritorna a Villa d’Aiano, passando dalla bellissima cascata del Rio Canali. 

 

 Nei dintorni di Rocca di Roffeno……..

 

7. La via della Fede

Rocca di Roffeno – Santa Lucia – Amore - Pieve di Roffeno – Rocchetta – Rocca di Roffeno

 

Difficoltà: T

Lunghezza: 7,5 Km

Durata: 2 ore e 20 minuti (senza le soste)

Ambiente: 70% bosco – 30% coltivi

Fondo: 70% sterrato – 30% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico – Panoramico

Segnavia CAI: 201 – 201/A – 176

 

Cripta dell'Abazia di Santa LuciaPartendo dal centro sportivo di Rocca di Roffeno, si segue il segnavia 201 fino a Santa Lucia, passando dal podere Strada. A S. Lucia si può ammirare l’Abbazia, antico monastero benedettino risalente a prima dell’anno Mille. Nella località S. Lucia è presente un caseificio per la produzione di Parmigiano Reggiano.


Occorre procedere fino ad uno slargo attrezzato con arredi in legno per imboccare il sentiero 201/A.
Attraverso un bosco si arriva ad Amore, per poi proseguire sul sentiero 176, fino a Pieve di Roffeno.

Luogo unico, dove si può ammirare l’antica Pieve romanica (una delle prime Pievi della Diocesi di Bologna), la torre e la corte.

Si sale poi verso la Rocchetta e quindi alla chiesa di San Martino in Rocca di Roffeno, da dove, dopo 400 metri sul segnavia 201, si ritorna al punto di partenza. 

 

 

 8. Le Case Torri di Roffeno

Rocca di Roffeno – Casigno – l’Oste – Casella - I Monti – Serra Sarzana – I Fornelli – Rocca di Roffeno

 

Difficoltà: T

Lunghezza:13 Km.

Durata: 4 ore e 00 minuti (senza le soste)

Ambiente: 70% bosco – 30% coltivi

Fondo: 80% sterrato – 20% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico – Panoramico

Segnavia CAI: 156 – 152 – 158 – 190 – 160

 

Il PoggioloPartendo dal parcheggio del centro sportivo di Rocca di Roffeno, percorrendo la strada comunale di Via Ciliegiola, si incontrano subito due importanti case-torre: il Poggiolo ed il Monzone.
A Casigno, prendendo il sentiero 156, si incontra Casa Landi, per scen

dere poi fino al torrente Vergatello, attraversabile su un piccolo ponte. Da qui per giungere alla località Monti occorre sul crinale (l’Oste o Spazzavento) prendere il sentiero 152, e alla Casella il 158.
Dai Monti sul segnavia 190 si ridiscende verso casa Fulero ed i ruderi di Ca’ Aldrovandi, dopo aver attraversato un maestoso bosco di castagni e di faggi.

Si risale quindi verso Serra Sarzana, da dove si può ammirare il magnifico complesso di Torre Jussi.
Lasciato il sentiero 190, sul 160 si arriva ai Fornelli per risalire a Rocca di Roffeno. 

 

 

 

Nei dintorni di Santa Maria di Labante ……

 

9. I Mulini dell’Aneva

Santa Maria di Labante – San Cristoforo – Molino di Corba – Torre di Nerone – Palazzo d’Africo – Torziano - Molino del Povolo – Molino di Santo Stefano – Santa Maria di Labante

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 8,5 Km.

Durata: 2 ore e 40 minuti (senza le soste)

Ambiente: 90% bosco – 10% coltivi

Fondo: 90% sterrato – 10% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico – Panoramico

Segnavia CAI: 162 – 166 – 164 – 162

 

 

Il Mulino del PovoloDal piazzale della chiesa di Labante si prende il sentiero 162, che conduce alle “Grotte di Labante”, un angolo “incantato” del nostro territorio dove la presenza di travertini e grotte rivestono un grande interesse scientifico e ambientale.

 
Proseguendo sul segnavia 166, si arriva al torrente Aneva e al Mulino di Corba, per salire a Torre di Nerone, che offre un panorama unico sulla valle del Reno e verso i monti Ovolo e Vigese.
Da Torre di Nerone un nuovo segnavia (164) conduce a Palazzo d’Affrico, da dove si abbandona il sentiero e si percorre la strada comunale in direzione Castelnuovo fino alla località Sasseto di Qua.

Ora il sentiero 162 sale dapprima sul crinale per poi scendere repentinamente al Mulino del Povolo, fino ad arrivare al Mulino di Santo Stefano.

Attraversato l’Aneva, si risale alla chiesa parrocchiale di Labante. 

 

 

10. Le Grotte di Labante e le Cascate dell’Aneva

San Cristoforo – Passatore – Libraga – Torre di Nerone – Molino di Corba – San Cristoforo)

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 6,5 Km.

Durata: 2 ore e 10 minuti (senza le soste)

Ambiente: 100% bosco

Fondo: 80% sterrato – 20% asfalto

Caratteristica: Naturalistico

Segnavia CAI: 158/A – 182/B – 182 – 182/A – 166

 

Vista delle Grotte di LabantePartendo dal parcheggio del parco delle Grotte di Labante, sito riconosciuto dalla Comunità Europea di grande interesse naturalistico (Sito SIC), e tenendo la strada provinciale  in direzione di Castel d’Aiano, si segue il segnavia 158/A fino a via Monzone.

Qui, proseguendo lungo la strada provinciale e successivamente seguendo le indicazioni del 182/B,  si giunge alla chiesina del Passatore, dove, immettendosi sul sentiero 182, si discende verso il Rio Rè, oltre il quale si raggiunge la sponda destra del torrente Aneva, dove si ammirano le belle cascate.

Proseguendo, si incontra dapprima il Mulino di Tinazzolo, ormai in disuso, e poi la località Libraga da dove si lascia il sentiero 182 per seguire il segnavia 182/A fino a Torre di Nerone. 

Da qui seguendo il  segnavia 166 che riporta verso l’Aneva, il mulino di Corba, si raggiungono nuovamente le Grotte di Labante. 

 

 

11. Il sentiero delle Tane

San Cristoforo - Santa Maria di Labante – Povolo – Torrazza – Serretti – Riola di Labante – Ribecco – San Cristoforo

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 7,5 Km.

Durata: 2 ore e 20 minuti (senza le soste)

Ambiente: 90% bosco – 10% coltivi

Fondo: 98% sterrato – 2% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico – Panoramico

Segnavia CAI: 162 – 152/A – 152 - 162

 

Monoliti dei SerrettiPartendo dal parcheggio delle Grotte di San Cristoforo sul sentiero 166 in discesa per circa 200 metri, e seguendo poi il segnavia 162, in dieci minuti si raggiunge la chiesa parrocchiale di Labante, per poi scendere al torrente Aneva. Attraversato l’Aneva al Mulino di Santo Stefano, poco prima del Mulino del Povolo si prende il sentiero 152/A, che raggiunge l’inizio del Sentiero delle Tane.


Si incontrano quindi due importanti cavità, chiamate “Tane del Paroletto”, dove gli abitanti della zona si rifugiavano durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Proseguendo, ai Serretti, si ammirano degli enormi monoliti arenarici verticali. Da qui, il sentiero 152 conduce a Riola di Labante, dove si può osservare un imponente complesso architettonico e a Ribecco.

Infine, lo stesso segnavia ridiscende alle Grotte di Labante. 

 

  

Nei dintorni di Sassomolare……..

 

12. Sulla Via Nonantolana della Sambuca

Castel d’AianoSantuario di Brasa – Sassomolare – Costa di Dente – Castel d’Aiano

 

Difficoltà: T

Lunghezza: 6,00 Km.

Durata: 2 ore e  10 minuti  (senza le soste)

Ambiente: 90%  bosco  - 10% coltivi

Fondo: 65% sterrato – 35% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico - Panoramico

Segnavia CAI: 170– 170/A

 

Un po’ di storia…..

Santuario di BrasaRamo della più nota Via Francigena la Via Francesca Nonantolana della Sambuca è documentata come itinerario romipeto a partire dall’XI secolo;   la strada utilizzando il passo appenninico della Collina, conduceva a Pistoia. Chiamata preferibilmente via Francesca della Sambuca,  la strada si dipartiva da Bologna e, risalendo la valle del torrente Limentra, affluente del Reno nei pressi di Riola, raggiungeva il passo appenninico della Collina, dopo essere transitata per il castello della Sambuca, da cui prendeva il nome, ed aver incontrato lo spedale di Pratum Episcopi, l’odierna località di Spedaletto, che si trovava proprio ai piedi del passo, superato il quale veniva raggiunta in breve Pistoia. I pellegrini,  che avevano fatto uso di questa strada Romea,  potevano raccordarsi al tracciato della Via  Francigena utilizzando  la Romana via Cassia che, attraverso la Valdinievole, portava a Lucca. Lo storico Renzo Zagnoni in un suo scritto sostiene che... un altro snodo importante sulla via di crinale tra il fiume Reno e Panaro era quello che transitava dall’ospitale dell’Abbazia di Santa Lucia di Roffeno per poi congiungersi con un altro ospitale che si trovava nella attuale località Sassane di Bombiana… per poi scendere nella valle del Marano e seguire la Valle del Limentra fino al passo della Collina.. 
Il percorso che vi proponiamo potrebbe davvero essere un tratto di quello effettuato dai Pellegrini attorno all’anno 1000 che si recavano a Roma o in Terra Santa… 

Partendo dal centro di Castel d’Aiano seguendo  il segnavia 170 e passando dal locale cimitero si arriva, percorrendo la Via Crucis,  al Santuario della Madonna di Brasa. Qui si può vedere il santuario ricostruito nel dopoguerra con la tipica “sponga”  bianca di Labante. Continuando il percorso sul   crinale, si arriva a Sassomolare, dopo avere ammirato un bellissimo panorama.  Il percorso della Nonantolana della Sambuca prosegue in direzione Bombiana, sempre sul segnavia 170, mentre per tornare a Castel d’Aiano,   in localita Selvanè, si segue il segnavia  170/A che conduce al paese dopo aver attraversato il borgo Costa di Dente.
Per chi vuole ripercorrere l’intero tratto della Via Francesca Nonantolana della Sambuca,  che interessa  il comune di Castel d’Aiano, deve raggiungere il capoluogo partendo da Vedettola sul sentiero 201 che arriva all’ Abbazia Benedettina di Santa Lucia (luogo di culto e riposo dei pellegrini), per poi,  attraverso i sentieri 186 e 192,  arrivare nel centro del paese da dove potrà intercettare il sentiero CAI 170. La durata dell’intero percorso (Vedettola - Santa Lucia - Castel d’Aiano - Sassomolare) richiede circa 5 ore di cammino. 

 

 

TREKKING DI DUE GIORNI

In treno fino a Vergato (BO) lungo la ferrovia Porrettana

Tour della Linea Gotica

1° giorno: Vergato – Monte Pero – Vedettola – Santa Lucia – Le Tavole – Bocca Ravari – Quota 913Riodomello – Ombrina – Serra Sarzana (Torre Jussi)– Monte SpeCastel d’Aiano ;

2° giorno: Castel d’Aiano – Cà Vecchia – I Monti – Monte della Castellana – Campo del Sole – Monzone – Grotte di Labante – Molino del Povolo – I Serretti – l’Oste – Razola – Vergato

 

N.B. Le località evidenziate in neretto hanno rilevanza storica e presentano evidenti formazioni di trincce. Mentre nel paese di Castel d’Aiano, attraverso il sito  www.comune.casteldaiano.bo.it è possibile prenotare la visione del plastico multimediale degli eventi bellici della seconda Guerra Mondiale lungo la Linea Gotica.

 

Difficoltà: E

Lunghezza: 33 Km. circa

Durata: 2 giorni;  7/8 ore di marcia al giorno (senza le soste)

Ambiente:85%  bosco  - 15% coltivi

Fondo: 85% sterrato – 15% asfalto

Caratteristica: Naturalistico – Storico - Panoramico

Segnavia CAI primo giorno : 150 – 201 – 186 – 188 – 188/A – 188 -186 – 190 – 192/A - 192

Segnavia CAI secondo giorno: 201 – 190/B – 190 – 158 – 158/A – 162 – 152/A – 152

 

Primo Giorno:

Panorama autunnaleArrivati a Vergato si raggiungono gli impianti sportivi del paese da dove, oltrepassato il campo da calcio,  si segue la strada comunale di Liserna.  Al termine di una salita (asfalto) parte il sentiero CAI 150 (inizia lo sterrato) che si percorre per circa 4 ore.

Quando si arriva nei pressi di Vedettola continuando il percorso sul segnavia 201 si arriva a  Santa Lucia.  Qui si può visitare l’Abbazia Benedettina risalente  all’anno mille. All’incrocio con Via Tavole seguendo il sentiero 186 e successivamente il 188, si arriva alle pendici della collina “quota 913”. Il sentiero 188/A poi porta sulla vetta.

Scesi dalla collina e imboccato nuovamente il sentiero 188 si arriva a Riodomello, Cà del Gatto e Ombrina, dove si attraversa la strada provinciale per immettersi, dopo circa 300 m, sul sentiero 186 e successivamente sul sentiero 190 e 192/A.

Panorama da "I Monti" Si raggiungono quindi le pendici del Monte della Spe, da dove il sentiero 192 conduce a Castel d’Aiano. 

Secondo giorno:

Dalla piazza del paese si percorre la via Cavorra sul  sentiero 201 fino alla Cà Vecchia, da dove seguendo  i segnavia CAI 190/B e 190 si arriva  alla località I Monti.  Si segue ora  il segnavia 158 fino al Monte Castellana, luogo nel quale sono evidenti trincee americane a controllo delle vallate dell’Aneva e  del Reno.

Proseguendo in località Campo del Sole si prende il sentiero 158/A in direzione Grotte di Labante. Da qui si segue il segnavia 162 fino al Mulino del Povolo dove col sentiero 152/A in direzione Torrazza si raggiunge la località Serretti; da qui seguendo il segnavia 152,  si arriva  prima alla Lastra di Finocchia, poi a l’Oste, a Razola ed infine a  Vergato.